venerdì 1 agosto 2008

CORSI INTENSIVI PER IL SUD, DISCIPLINA, LIBRI ON LINE

“NO AL DIVARIO NORD-SUD, COSÌ RILANCIO LA SCUOLA” “Il Mattino” 27 luglio

Dunque il Ministro si ripropone di colmare il divario tra nord e sud con “corsi di formazione intensivi per i professori e gli studenti di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia”. Qui c’è a mio parere un errore di diagnosi e conseguentemente la terapia è errata, oltre che impraticabile nei tempi brevi. Quello di diagnosi consiste nel pensare che i peggiori risultati del sud dipendano senz’altro da una minore preparazione dei docenti. Ci sarà anche; ma ritengo che si tratti soprattutto delle conseguenze di una scuola ancora meno rigorosa della media nazionale, con l’accentuarsi dei tratti lassisti e buonisti presenti un po’ ovunque, intrecciati con una maggiore tendenza al clientelismo, alla raccomandazione e anche con il condizionamento, in alcune zone, degli ambienti malavitosi.
Per esempio, sembra certo che la non brillante situazione generale dell’etica professionale (equità, imparzialità, scrupolo nell’adempimento dei propri doveri e altre cosette del genere) nel Sud abbia completamente distorto i risultati delle prove dell’Invalsi nelle medie e nelle elementari, tanto che Fioroni decise di abolirle. In poche parole: una parte almeno dei docenti si sostituiva agli allievi o comunque li aiutava.
Per questo la terapia giusta sarebbe una ventata di serietà in tutti gli aspetti della vita scolastica. E poi, cosa significa “corsi intensivi”? È pensabile che vadano oltre venti o trenta ore? E con questi sistemi si pensa di risalire nelle classifiche internazionali? Ha senso, inoltre, aggiornare a tappeto tutti i docenti, anche quelli bravi?

Non è poi difficile immaginare che tutta l’operazione rimetterebbe in pista la compagnia di giro di quegli “esperti” che negli anni scorsi hanno propagandato i loro dogmi pedagogici e didattici e sono tra i responsabili principali dello smarrimento e della demotivazione degli insegnanti, trattati quasi sempre come inetti da rieducare e magari da tenere a bada con gli Statuti degli studenti.

UN’ISTITUZIONE DA RIFONDARE PARTENDO DALLA DISCIPLINA di Alfonso Piscitelli ("Liberal" di giovedì 31 luglio) è invece una sintesi della situazione in grandissima parte condivisibile (ma anche il resto del supplemento "Socrate" è interessante, a parte l'articolo un po' banalmente e sussiegosamente "modernista" di Paolo Fuligni).

Com’era prevedibile (vedi le considerazioni del 10 luglio scorso) all’apparir del vero si sta già sgonfiando la grande rivoluzione dei libri on-line (altre se ne sgonfieranno nei prossimi mesi). Ecco perché IL LIBRO DI SCUOLA NON VA ONLINE di Cristina Casadei (“Il Sole24Ore” di mercoledì 27 luglio). Ma allora com’è possibile che, come previsto dal D.L. 122 del 25 giugno 2008, i “libri” di questo genere diventino obbligatori nell’anno scolastico 2011-2012?

(G.R.)

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